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Carefull to your head"Nella vita ci sono rischi che non ci possiamo permettere di correre e altri che non possiamo permetterci di non correre" (Peter F. Drucker)
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Safe

Sicurezza e percezione del rischio viste da nuove angolazioni

 

DPI costosi usati poco e male

Essere a norma delle leggi sulla sicurezza e la prevenzione del rischio, non garantisce che i collaboratori siano poi adeguatamente responsabili nei loro comportamenti e spesso la leggerezza o la disattenzione del singolo può costare cara all'azienda.

Un'approccio fuorviante

Da oltre quindici anni siamo convinti che molta formazione sui temi del rischio e della sicurezza, abbia la funzione di "mettere a posto" l'Azienda in caso di ispezioni, ma non la tuteli verso il problema reale: le ripercussioni quando l'infortunio o l'incidente grave accade davvero.

Per questa ragione abbiamo affrontato da un altro punto di vista il nostro approccio formativo alla sicurezza e alla prevenzione del rischio individuando due precisi filoni di azione: la consapevolezza dei Capi e l'autostima dei Collaboratori.

Sicurezza: quello che i capi non sanno

I Capi di norma hanno altro da fare che badare alla sicurezza, principalmente curare la produzione e presidiare gli obiettivi, e pur con tutta la buona volontà spesso la loro azione si limita alla sorveglianza sui comportamenti e se va bene alle sanzioni previste dalle norma; tutte azioni a consuntivo che constatano ciò che sta accadendo o ciò che è già accaduto: nessuna azione preventiva quindi.

Esistono numerosi aspetti di ordine culturale (psicologico, sociologico, antropologico) nelle manifestazioni dei Collaboratori, che i Capi nella maggioranza dei casi ignorano su cui, opportunamente formati, possono agire tempestivamente, monitorando situazioni specifiche potenzialmente a rischio e intercettando prima che si manifestino eventi che altrimenti avrebbero elevata probabilità di verificarsi.

Rischio: quello che i collaboratori non vogliono sapere

Convincere i Collaboratori che la sicurezza è soprattutto affar loro e che i motivi, razionali o meno, che pensano di avere per essere superficiali sul tema in realtà appartengono a sovrastrutture culturali da elaborare e rimuovere.

Il principio di fondo su cui si poggia l'intervento è il passaggio da una cultura del "devo" ad una del "voglio", sviluppando consapevolezza sul fatto che "la testa è la mia ed è l'unica che possiedo".

Le metodologie adottate da Adforma negli interventi finora sviluppati in realtà industriali ad alto rischio o in altre di servizi in cui il rischio era prevalentemente legato allo Stress Lavoro Correlato o a cattive abitudini sono orientate da un lato allo sviluppo dell'autostima (lo faccio perché mi voglio bene) e dall'altra agendo sulla peer moral suasion, un garbato meccanismo di disapprovazione sociale tra colleghi che porta a modificare i comportamenti devianti.

Quello che l'azienda può risparmiare

Nel bando Isi 2017,  l'INAIL mette a disposizione 100 milioni di Euro per progetti finalizzati all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse di finanziamento 1)

Il finanziamento è costituito da un contributo in fondo capitale pari al 65% delle spese ammissibili calcolate al netto dell'IVA, sostenute e documentate, per la realizzazione del progetto. Il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di Euro 5.000,00 e un massimo di Euro 130.000,00. il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 dipendenti progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale"

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